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	<title>Ecofor Service</title>
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	<description>Gestione di rifiuti speciali non pericolosi</description>
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		<title>Il progetto-Pontedera. L&#8217;AD Rossano Signorini: Per noi è ancora strategico &#8211; La Nazione, Pontedera</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:02:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[«Ecofor non rinuncia al maxi-impianto per bruciare i rifiuti» PONTEDFERA — «IL PROGETTO resta in piedi». Lo dice Rossano Signorini, amministratore delegato di Ecofor riguardo il dissociatore molecolare. «E restano in piedi — spiega — anche le scadenze del nostro cronoprogramma che punta a raggiungere una decisione definitiva in merito con la fine del 2012. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Ecofor non rinuncia al maxi-impianto per bruciare i rifiuti»<br />
PONTEDFERA —  «IL PROGETTO resta in piedi». Lo dice Rossano Signorini, amministratore delegato di Ecofor riguardo il dissociatore molecolare. «E restano in piedi — spiega — anche le scadenze del nostro cronoprogramma che punta a raggiungere una decisione definitiva in merito con la fine del 2012. Mi spiego meglio: c’è una commissione tecnica di esperti del settore che sta lavorando sui dati ed analizzando l’opportunità, le difficoltà, i vantaggi di procedere con il progetto. E’ una commissione sinergica tra Ecofor e Belvedere Spa che continua gli studi anche se il macchinario viene smontato e lascerà l’impianto di Legoli».<br />
«Questi tecnici valuteranno anche i costi di adeguamento della strumentazione — aggiunge Signorini — O se, come si sembra forse più opportuno, l’operazione resta in piedi ma con un impianto di nuova generazione. Comunque saranno le conclusioni di questa commissione a delineare le scelte che faremo. Ad oggi crediamo sempre, con convinzione, nel progetto del dissociatore molecolare». Un grande impianto a Gello, con tecnologia Bos, capace in un anno di rigenerare 60mila tonnellate di materiali altrimenti destinati a discarica. Un investimento da 45 milioni di euro che si accompagna alla coltivazione dei nuovi lotti di discarica. Questo il progetto, appunto sempre in piedi e sul quale ricordiamo che c’è stato per mesi e mesi un duro confronto con i comitati in difesa dell’ambiente della Valdera. Un confronto che si è raffreddato solo quanto si è aperta la pausa di riflessione con la sperimentazione sul dissociatore di Legoli. I comitati contestavano del progetto anche il fatto che «i rifiuti provenissero non solo dall’Ato Costa (province di Massa, Lucca, Pisa e Livorno) ma da tutta la Toscana per motivi legati esclusivamente al profitto, trasformando la Valdera — dicevano nelle note alla popolazione — nella pattumiera regionale». Sempre sul progetto gli ambientalisti rimproveravano «di non aver valutato soluzioni “a freddo” già funzionanti e operative».<br />
Carlo Baroni</p>
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		<title>Rifiuti contenenti amianto e un nuovo ampliamento per il sito del Tiro a Segno &#8211; Il Tirreno, Pontedera</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 10:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Conferenza dei servizi si è tenuta ugualmente anche se il Comune era per rinviare e approfondire CASCINA. La Conferenza dei servizi ha preso in esame la richiesta di ampliamento della discarica del Tiro a Segno di Navacchio presentata da Ecofor service per poter utilizzare rifiuti contenenti amianto nell’impianto nato per rifiuti urbani e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Conferenza dei servizi si è tenuta ugualmente anche se il Comune era per rinviare e approfondire<br />
CASCINA. La Conferenza dei servizi ha preso in esame la richiesta di ampliamento della discarica del Tiro a Segno di Navacchio presentata da Ecofor service per poter utilizzare rifiuti contenenti amianto nell’impianto nato per rifiuti urbani e che è stato “riaperto” per arrivare alla sua messa in sicurezza. Il Comune aveva chiesto di rinviare la discussione all’anno nuovo.<br />
La richiesta di Cascina non è stata presa in considerazione e la Conferenza è andata avanti secondo quello che era stato previsto.<br />
Nel frattempo, i Socialisti, partito che sostiene la coalizione al governo del Comune, hanno chiesto che sia organizzato un confronto con i gruppi di maggioranza dedicato proprio alla questione. Sono anni, del resto, che si parla della chiusura della discarica del Tiro a Segno a Navacchio, sono stati concessi ampliamenti ma ancora non si intravede la chiusura definitiva dell’impianto.<br />
«Come Comune &#8211; spiega il vicesindaco Giorgio Catelani &#8211; ci attiveremo perché venga controllato il conferimento dei rifiuti che si chiede di portare nella discarica. Abbiamo tempo fino al 7 gennaio per presentare le nostre osservazioni e lo faremo, cercando di puntare soprattutto sui controlli ambientali.<br />
l’amianto non è nocivo se viene trattato e smaltito con i dovuti accorgimenti. Chiederemo anche garanzie sui tempi di chiusura della discarica», il cui impiego, secondo il piano provinciale dei rifiuti, è per rifiuti speciali non pericolosi.<br />
Mentre ora sono in arrivo 79mila metri cubi di scarti composti di amianto.<br />
La documentazione presentata inizialmente da Ecofor service comporta una modifica sostanziale nella gestione della discarica tale da richiedere l’attivazione della Valutazione di impatto ambientale. E per questo è stata convocata la Conferenza dei servizi con un iter che pare aver lasciato un po’ in secondo piano l’informazione da dare al Comune.<br />
La Provincia di Pisa ha autorizzato il conferimento di rifiuti contenenti amianto ma preventivamente trattati.</p>
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		<title>Visita dell&#8217;impianto di discarica di Ecofor Service SpA</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 08:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 28 Novembre, una classe di studenti della Facoltà di Ingegneria Civile dell&#8217;Università di Pisa ha visitato l&#8217;impianto di discarica gestito da Ecofor Service SpA. La visita, guidata dal professor Paolo Cioni, è stata l&#8217; occasione per osservare da vicino il funzionamento dell&#8217;impianto e per comprenderne il processo di smaltimento dei rifiuti industriali . Giorgia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 28 Novembre, una classe di studenti della Facoltà di Ingegneria Civile dell&#8217;Università di Pisa ha visitato l&#8217;impianto di discarica gestito da Ecofor Service SpA.<br />
La visita, guidata dal professor Paolo Cioni, è stata l&#8217; occasione per osservare da vicino il funzionamento dell&#8217;impianto e per comprenderne il processo di smaltimento dei rifiuti industriali .</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/28.11A.jpg" target="_blank"><img class="alignnone" src="/wp-content/uploads/28.11Ath.jpg" alt="28.11.11" width="200" height="150" /></a> <a href="http://www.ecoforservice.it/wp-content/uploads/28.11B.jpg" target="_blank"><img class="alignnone" src="/wp-content/uploads/28.11Bth.jpg" alt="28.11.11" width="200" height="150" /></a> <a href="http://www.ecoforservice.it/wp-content/uploads/28.11C.jpg" target="_blank"><img class="alignnone" src="/wp-content/uploads/28.11Cth.jpg" alt="28.11.11" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Giorgia Santaera<br />
Ufficio Stampa Ecofor Service SpA</p>
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		<title>Ecofor Service: Nessuna colpa &#8211; La Nazione, Provincia di Pisa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecofor Service: «Nessuna colpa» La società smentisce alcune ipotesi: il biogas e il percolato non c’entrano ECOFOR SERVICE non accetta e dunque respinge le “tesi” accusatorie avanzate sull’incidente che ha gravemente ferito due operai di una ditta esterna al lavoro in un suo pozzo. E annunciando una commissione di indagine di sua iniziativa, parla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecofor Service: «Nessuna colpa»<br />
La società smentisce alcune ipotesi: il biogas e il percolato non c’entrano</p>
<p>ECOFOR SERVICE non accetta e dunque respinge le “tesi” accusatorie avanzate sull’incidente che ha gravemente ferito due operai di una ditta esterna al lavoro in un suo pozzo. E annunciando una commissione di indagine di sua iniziativa, parla di possibili querele a tutela della sua operatività.<br />
La società smentisce infatti affermazioni come quella che l’esplosione possa in qualche modo essere collegata alla presenza di percolato (il liquido di risulta del processo di macerazione che si forma nelle discariche e che viene incalanato e recuperato) in dose eccessiva e si dice convinta e sicura «dell’ assoluto rispetto della normativa in materia di sicurezza».<br />
Ma per prima cosa si augura e augura «una pronta guarigione dei due addetti della società Ecospurghi rimasti coinvolti nell’incidente del 10 ottobre scorso». Spiega poi la società in una nota: «Nonostante che in molti anni di gestione dell’impianto questo rappresenti un caso pressoché isolato di infortunio sul lavoro, Ecofor Service ritiene comunque di dover dar vita ad una commissione di esperti per contribuire a fare piena luce sull’accaduto, in sintonia con gli accertamenti istituzionali in corso». Sull’incidente, come sempre, indagano infatti sia la magistratura che l’ispettorato del lavoro.<br />
«Inoltre — continua la nota di Ecofor Service — per evitare che in maniera più o meno strumentale si diffondano notizie allarmistiche prive di qualsiasi fondamento, è assolutamente necessario chiarire che l’intervento effettuato dal personale della ditta Ecospurghi non riguardava in alcun modo il sistema di captazione del biogas e che non vi è alcuna relazione tra l’incidente malauguratamente accaduto e l’asserito aumento del percolato sul fondo discarica, al quale è stato fatto improprio riferimento in alcuni articoli di stampa».<br />
Ecco la versione di Ecofor: «L’intervento si risolveva in un’attività di manutenzione dei canali di drenaggio del percolato, ma questa attività, non ci vuole molto a capirlo, non è in alcun modo influenzata, nel suo svolgersi, dal volume del percolato stesso. Senza contare, comunque, che i pozzi per l’estrazione del percolato risultavano al momento dell’incidente al di sotto dei limiti previsti dalle norme, dato anche il lungo periodo di siccità».<br />
Le conclusioni: «Cogliere l’occasione di un incidente sul lavoro per diffondere notizie non adeguatamente documentate, non contribuisce di certo a fare chiarezza ma, al contrario, a creare preoccupazione tra la popolazione ed a danneggiare gratuitamente l’immagine di Ecofor Service. Ragione per cui la società si riserva di tutelarsi in tutte le opportune sedi, preannunciando al contempo di non essere intenzionata ad alimentare, attorno ad un triste evento come quello accaduto, una sterile polemica su temi che nulla hanno a che vedere con esso».</p>
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		<title>Una commissione sull&#8217;infortunio a Gello. La istituirà Ecofor &#8211; Il Tirreno, Pontedera</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 08:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tirreno, Cronaca di Pontedera Una commissione sull’infortunio a Gello La istituirà Ecofor service per fare chiarezza sull’incidente in discarica PONTEDERA. Incidente alla discarica di Gello: Ecofor Service torna sulla vicenda e augura pronta guarigione ai 2 addetti della società Ecospurghi rimasti feriti. «In molti anni di gestione questo è un caso pressoché isolato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tirreno, Cronaca di Pontedera</p>
<p>Una commissione sull’infortunio a Gello<br />
La istituirà Ecofor service per fare chiarezza sull’incidente in discarica<br />
PONTEDERA. Incidente alla discarica di Gello: Ecofor Service torna sulla vicenda e augura pronta guarigione ai 2 addetti della società Ecospurghi rimasti feriti. «In molti anni di gestione questo è un caso pressoché isolato di infortunio sul lavoro &#8211; scrive Ecofor &#8211; Comunque riteniamo di dover dar vita a una commissione di esperti per contribuire a fare piena luce sull’accaduto. Per evitare che &#8211; in maniera più o meno strumentale, dicono alla Ecofor &#8211; si diffondano notizie allarmistiche prive di fondamento, è «necessario chiarire che l’intervento effettuato dal personale della ditta Ecospurghi non riguardava in alcun modo il sistema di captazione del biogas e che non vi è alcuna relazione tra l’incidente e l’asserito aumento del percolato sul fondo discarica, cui è stato fatto improprio riferimento in alcuni resoconti. L’intervento riguardava un’attività di manutenzione dei canali di drenaggio del percolato, che non è in alcun modo influenzata, nel suo svolgersi, dal volume del percolato stesso. Senza contare, comunque, che i pozzi per l’estrazione del percolato risultavano al momento dell’incidente al di sotto dei limiti previsti dalle norme, dato anche il lungo periodo di siccità. Le notizie non adeguatamente documentate, non contribuiscono a fare chiarezza ma a creare preoccupazione tra la popolazione e a danneggiare gratuitamente l’immagine di Ecofor Service. Ragione per cui la società si riserva di tutelarsi in tutte le opportune sedi, preannunciando al contempo di non essere intenzionata ad alimentare, attorno ad un triste evento come quello accaduto, una sterile polemica su questi temi».</p>
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		<title>Comunicato stampa &#8211; Ecofor Service risponde</title>
		<link>http://www.ecoforservice.it/news/comunicato-stampa-ecofor-serviceb-15-ottobre-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 07:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecofor Service, nella piena convinzione dell’assoluto rispetto, per parte sua, della normativa in materia di sicurezza, si augura innanzitutto una pronta guarigione dei due addetti della società Ecospurghi rimasti coinvolti nell’incidente del 10 ottobre scorso. Nonostante che in molti anni di gestione dell’impianto questo rappresenti un caso pressoché isolato di infortunio sul lavoro, Ecofor Service [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecofor Service, nella piena convinzione dell’assoluto rispetto, per parte sua, della normativa in materia di sicurezza, si augura innanzitutto una pronta guarigione dei due addetti della società Ecospurghi rimasti coinvolti nell’incidente del 10 ottobre scorso.<br />
Nonostante che in molti anni di gestione dell’impianto questo rappresenti un caso pressoché isolato di infortunio sul lavoro, Ecofor Service ritiene comunque di dover dar vita ad una commissione di esperti per contribuire a fare piena luce sull’accaduto, in sintonia con gli accertamenti istituzionali in corso.<br />
Peraltro, per evitare che in maniera più o meno strumentale si diffondano notizie allarmistiche prive di qualsiasi fondamento, è assolutamente necessario chiarire che l’intervento effettuato dal personale della ditta Ecospurghi non riguardava in alcun modo il sistema di captazione del biogas e che non vi è alcuna relazione tra l’incidente malauguratamente accaduto e l’asserito aumento del percolato sul fondo discarica, cui è stato fatto improprio riferimento in alcuni articoli di stampa.<br />
In effetti, l’intervento si risolveva in un’attività di manutenzione dei canali di drenaggio del percolato, ma questa attività – non ci vuole molto a capirlo &#8211; non è in alcun modo influenzata, nel suo svolgersi, dal volume del percolato stesso. Senza contare, comunque, che i pozzi per l’estrazione del percolato risultavano al momento dell’incidente al di sotto dei limiti previsti dalle norme, dato anche il lungo periodo di siccità.<br />
Cogliere l’occasione di un incidente sul lavoro per diffondere notizie non adeguatamente documentate, non contribuisce di certo a fare chiarezza ma &#8211; al contrario &#8211; a creare preoccupazione tra la popolazione ed a danneggiare gratuitamente l’immagine di Ecofor Service. Ragione per cui la società si riserva di tutelarsi in tutte le opportune sedi, preannunciando al contempo di non essere intenzionata ad alimentare, attorno ad un triste evento come quello accaduto, una sterile polemica su temi che nulla hanno a che vedere con esso. </p>
<p>ECOFOR SERVICE S.p.A.</p>
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		<title>L&#8217;applicazione della Direttiva 96/61/CE (IPPC) in Toscana &#8211; ArpatNews</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC) attua gli obiettivi e i principi della politica ambientale comunitaria. Si applica a determinate categorie di attività industriali, inserite dal legislatore europeo tra quelle con maggiori impatti sull’ambiente, per conseguire un elevato livello complessivo di protezione. Ormai da anni, nell’ambito dei procedimenti di rilascio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC) attua gli obiettivi e i principi della politica ambientale comunitaria. Si applica a determinate categorie di attività industriali, inserite dal legislatore europeo tra quelle con maggiori impatti sull’ambiente, per conseguire un elevato livello complessivo di protezione. Ormai da anni, nell’ambito dei procedimenti di rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA), l’attività dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT) è orientata all’elaborazione di pareri e valutazioni tecniche, per le attività istruttorie, e all’effettuazione delle attività di controllo presso gli impianti previsti negli Atti di autorizzazione Un esempio: l’attività del Dipartimento provinciale ARPAT di Pisa presso la piattaforma di trattamento di rifiuti liquidi Ecofor Service Spa di Pontedera (PI) .<br />
Generalità sulla Direttiva 96/61/CE<br />
La Direttiva 96/61/CE rappresenta uno strumento di attuazione dei principi comunitari di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento ambientale, con l’obiettivo di prevenire, ridurre e per quanto possibile eliminare l’inquinamento intervenendo innanzitutto alla fonte delle attività inquinanti, nonché garantendo una gestione accorta delle risorse naturali, nel rispetto dei principi di prevenzione e del “chi inquina paga”.                                                                                                                                                                 Tale Direttiva, attualmente recepita in Italia dal D. Lgs. 128/2010, si applica a determinate categorie di attività industriali che sono state inserite dal legislatore europeo tra quelle con maggiori impatti sull’ambiente, per conseguire un elevato livello complessivo di protezione.                                                            Il concetto di integrazione richiamato nel procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) coinvolge vari aspetti tra cui:<br />
•	le varie matrici ambientali (aria, acqua, rifiuti, acustica ecc.); ciò in fase autorizzativa comporta una valutazione globale sia degli impatti sulle singole matrici esistenti al momento dell’autorizzazione stessa, ma anche delle possibili mitigazioni;<br />
•	le cause determinanti e le pressioni sull’ambiente, ovvero il legame tra il ciclo produttivo e gli effetti diretti e indiretti sull’ambiente, privilegiando soluzioni che consentano la prevenzione della produzione di inquinanti piuttosto che il loro contenimento;<br />
•	le azioni del gestore e delle Autorità che si esplicano nelle proposte di adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD. In inglese BAT, Best Available Techniques), nelle fasi di monitoraggio e controllo da parte del gestore e nell’azione prescrittiva dell’Autorità attraverso una fase di concertazione;<br />
•	le Autorità competenti al rilascio dei singoli atti per matrice, per concorrere alla emanazione di un atto unico, con notevole semplificazione amministrativa;<br />
•	il monitoraggio e il controllo per ottenere un sistema efficiente ed efficace al minimo costo;<br />
•	l’ambiente e gli aspetti sanitari.<br />
L’iter autorizzativo di tutte le altre attività non ricadenti nelle categorie richiamate nella Direttiva prevede invece il “vecchio” approccio del controllo separato per le varie matrici, che comporta il rischio di trasferire i problemi ambientali da una matrice alle altre.                                                                                                       Nella norma IPPC la possibilità di intervento da parte delle Autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni e per i controlli si estende anche agli aspetti relativi alla corretta gestione, ai consumi, agli stoccaggi. Ciò implica la necessità di approfondire la conoscenza dei processi produttivi da parte della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>In particolare l’AIA:<br />
•	contiene anche il piano di monitoraggio e controllo, oltre ai limiti per i singoli inquinanti e gli altri aspetti prescrittivi;<br />
•	permette modalità di controllo non “convenzionali”, privilegiando “parametri” utilizzabili anche ai fini del controllo di processo;<br />
•	prevede limiti di emissione anche inferiori a quelli di legge attuali, “personalizzati” con riferimento alle tecniche applicate e al contesto territoriale, ma sempre nell’ottica di ottenere il massimo beneficio per l’ambiente.<br />
La Direttiva applica il disposto della Convenzione di Aarhus e delle direttive di attuazione sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale.                                                                                    Rinviando a documenti tecnici specifici sono individuate le BAT (o MTD) da applicare per le singole tipologie di impianti. Tali tecniche o tecnologie sono state già verificate come efficienti ed efficaci (migliori) e accessibili sul mercato a costi sostenibili per il gestore (disponibili). La normativa italiana prevede espressamente le Linee Guida Nazionali emanate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).                                                                                                                                                                Per il rilascio dell’AIA è prevista la convocazione della Conferenza dei Servizi secondo le modalità di cui alla L. 241/90. Salvo che per gli impianti di maggior impatto, di competenza del MATT, l’Autorità competente è individuata nelle Regioni, che possono delegare alle Province.<br />
 L’Atto di AIA necessita generalmente di due documenti:<br />
•	un Allegato Tecnico con i limiti emissivi per le varie matrici ambientali e con gli interventi di adeguamento degli impianti, la cui realizzazione è stata ritenuta necessaria da parte della Pubblica Amministrazione per garantire un elevato livello di protezione ambientale;<br />
•	il Piano di Monitoraggio e Controllo, con gli autocontrolli, divisi per le varie matrici ambientali, che devono essere effettuati dal gestore. Almeno una volta all’anno è previsto l’intervento di ARPAT per garantire l’attività di controllo.<br />
Un esempio: l’attività di ARPAT presso la piattaforma di trattamento di rifiuti liquidi Ecofor Service Spa di Pontedera (PI) .                                                                                                                                                              L’impianto di trattamento chimico-fisico della Ditta Ecofor Service Spa (ex Valdera Acque Spa) di Gello di Pontedera (PI) depura varie tipologie di rifiuti liquidi, costituiti prevalentemente da percolati di discarica, rifiuti liquidi derivanti da diverse lavorazioni industriali, fanghi pompabili di varia origine, acque e fanghi di spurghi civili ecc. L’attività di tale piattaforma, pur avendo una valenza di pubblica utilità, inevitabilmente comporta anche una serie di impatti rilevanti nei confronti dell’ambiente.                                                           La Ditta Ecofor Service è inserita in un contesto industriale che tuttora presenta alcune criticità: la popolazione residente nelle zone limitrofe e, più in generale, nel Comune di Pontedera, risente infatti di problemi legati alle maleodoranze. Nella zona sono presenti, oltre alla piattaforma di trattamento rifiuti liquidi, anche la discarica di proprietà della stessa Ditta, nonché importanti impianti di recupero quali Geofor Spa (impianto di compostaggio), Revet Spa, Ecoacciai Spa ecc.<br />
 Descrizione piattaforma<br />
L’impianto di trattamento della Ecofor Service Spa è ubicato a Gello, nel Comune di Pontedera (Pisa), all&#8217;interno di una più vasta area a destinazione urbanistica produttiva, nella quale è presente anche un parco eolico costituito da 4 unità da 2 MW ciascuna.                                                                                                        La piattaforma è costituita da due linee di trattamento chimico-fisico, una in continuo e l’altra in discontinuo, e da una sezione di trattamento fanghi. I reflui in uscita dall&#8217;impianto sono inviati ad un limitrofo impianto biologico di depurazione.                                                                                                        Nell’elenco delle Migliori Tecniche Disponibili, riportato nel documento tecnico specifico per impianti come quello della Ecofor Service Spa, si precisa che gli impianti adibiti allo scarico degli extra flussi, quali percolati, liquami da fosse settiche o altro, ivi comprese le griglie e la vasca di sollevamento iniziale, devono essere messi sotto aspirazione. L’aria derivante da tali impianti deve essere convogliata a un idoneo impianto di abbattimento.<br />
 Criticità evidenziate da ARPAT in sede istruttoria<br />
Nel corso della fase istruttoria per il rilascio dell’AIA, l’attività del Dipartimento provinciale ARPAT di Pisa è stata orientata alla riduzione degli impatti odorigeni, inevitabilmente procurati da simili stabilimenti.           In particolare, le principali criticità in tal senso sono state evidenziate nelle aree della disidratazione dei rifiuti ispessiti, nelle fasi di grigliatura iniziale dei reflui conferiti su autobotte e nelle operazioni di sportellatura dei mezzi di spurgo che conferiscono rifiuti provenienti dalla pulizia di fosse settiche, oppure residui delle fognature, a fine travaso.                                                                                                            Nell’ambito del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, tenendo conto del disturbo che lo sviluppo di maleodoranze durante fasi sopra descritte poteva arrecare alla popolazione residente nelle zone limitrofe, su proposta di ARPAT la Conferenza dei Servizi, riunitasi presso la Provincia di Pisa, ha deciso di prescrivere la copertura, la messa sotto aspirazione, il trattamento delle emissioni derivanti dalle zone coinvolte e l’installazione di un nuovo gruppo di continuità in grado di assicurare il funzionamento degli impianti di abbattimento anche in caso di assenza di energia elettrica.                                                              Nell’Atto di AIA rilasciato dalla Provincia di Pisa sono riportati sia gli interventi di adeguamento ritenuti necessari dalla Pubblica Amministrazione per garantire un elevato livello di protezione ambientale, da doversi effettuare con scadenze variabili a seconda del grado di criticità, sia le attività di ARPAT nell’ambito del piano di monitoraggio e controllo di tale piattaforma, da effettuare con cadenza annuale. E’ previsto che ARPAT effettui controlli integrati, misure ai camini, allo scarico idrico e campionamento di fanghi con successiva caratterizzazione analitica, per verificare il corretto smaltimento.<br />
 Attività di controllo di ARPAT<br />
Il 1 giugno 2011 il personale tecnico del Dipartimento provinciale ARPAT di Pisa ha effettuato un sopralluogo integrato presso la piattaforma per verificare l’esecuzione degli interventi di adeguamento previsti nell’Atto.                                                                                                                                                                Tra questi, in particolare, è stato realizzato un nuovo locale contenente la filtropressa che effettua la disidratazione dei reflui provenienti dalla piattaforma. La messa sotto aspirazione del locale stesso si realizza con l’invio dell’effluente gassoso alla torre E1 a doppio stadio (acido) / (base+ossidante).                    Per adeguare le fasi di grigliatura e sportellatura, l’azienda ha realizzato la copertura mobile, la messa sotto aspirazione e l’invio a un nuovo impianto di abbattimento a tre stadi consistente in un filtro multi adsorbente. In particolare, gli inquinanti abbattuti sono rappresentati da ammoniaca, ammine, acido solfidrico, mercaptani e sostanze organiche in generale.                                                                                         Nei mesi scorsi è già stata effettuata una prima analisi a monte e a valle di questo nuovo impianto di abbattimento. Se ne prevede una seconda entro settembre per valutare l’efficienza e la periodicità analitica che si renderà necessaria per il monitoraggio dell’impianto, secondo quanto concordato tra la Provincia di Pisa e ARPAT.</p>
<p>Testo a cura di Giorgio Bambini </p>
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		<title>Attrezzatura sequestrata &#8211; La Nazione, Pontedera</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 12:25:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attrezzatura sequestrata «E’ mistero sulle cause» Resta grave l’operaio ustionato alla Ecofor PONTEDERA — I CARABINIERI di Pontedera hanno sequestrato parte dell’attrezzatura con la quale i due operai della Ecospurghi di Altopascio, rimasti ustionati, stavano effettuando la pulizia di uno dei pozzi di raccolta del percolato alla discarica di Gello gestita dalla Ecofor Service. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attrezzatura sequestrata<br />
«E’ mistero sulle cause»<br />
Resta grave l’operaio ustionato alla Ecofor<br />
PONTEDERA — I CARABINIERI di Pontedera hanno sequestrato parte dell’attrezzatura con la quale i due operai della Ecospurghi di Altopascio, rimasti ustionati, stavano effettuando la pulizia di uno dei pozzi di raccolta del percolato alla discarica di Gello gestita dalla Ecofor Service. La notizia è stata resa nota da Rossano Signorini, presidente della Ecofor. Il sequestro degli attrezzi, in particolare una sonda per l’inserimento dell’aria nella condotta e una ventola di aspirazione dell’acqua, dovrà servire agli esperti per redigere una perizia a supporto delle indagini sulle cause dell’incidente.<br />
Non ci sono sequestri alla discarica. Intanto, rimangono molto gravi le condizioni di uno dei due operai ustionati, ricoverato in prognosi riservata al centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Meno gravi le condizioni dell’altro ferito, ricoverato al centro ustionati di Cisanello a Pisa. Sulle cause che hanno innescato la combustione del tubo sono in corso accertamenti anche da parte della Medicina del lavoro dell’Asl 5.<br />
«Abbiamo fatto tutte le verifiche — dice Signorini — e davvero non sappiamo cosa possa essere successo». E non mancano le reazioni. I consiglieri regionali Sgherri e Marini (Federazione Sinistra e Verdi) chiedono «alle autorità di chiarire al più presto la dinamica dell’incidente e attivare strumento per evitare il ripetersi di episodi del genere», mentre secondo i Cobas «al di la’ dell’accertare le cause dell’infortunio, sarà opportuno capire meglio le questioni legate al biogas».<br />
Il sindaco Millozzi, esprime solidarietà ai lavoratori: «Occorre capire cosa è accaduto perché di lavoro non si deve morire o ferirsi, si impone un responsabile impegno delle istituzioni, della comunità scientifica e degli operatori economici per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, con vigilanza e controllo».<br />
g.n.</p>
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		<title>Restano gravi le condizioni dell&#8217;operaio ustionato in discarica &#8211; Il Tirreno, Pontedera</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 12:23:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Restano gravi le condizioni dell’operaio ustionato in discarica PONTEDERA. Restano gravi le condizioni dell’operaio di 39 anni, residente in Lucchesia, rimasto gravemente ustionato l’altro giorno mentre lavorava ad un pozzo per la captazione del percolato alla discarica di Gello gestita da Ecofor Service. Sull’infortunio sul lavoro è stata aperta un’inchiesta per accertare se sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Restano gravi le condizioni dell’operaio ustionato in discarica<br />
PONTEDERA. Restano gravi le condizioni dell’operaio di 39 anni, residente in Lucchesia, rimasto gravemente ustionato l’altro giorno mentre lavorava ad un pozzo per la captazione del percolato alla discarica di Gello gestita da Ecofor Service. Sull’infortunio sul lavoro è stata aperta un’inchiesta per accertare se sono state rispettate tutte le normative sulla sicurezza. Fondamentale per ricostruire la dinamica potrà rivelarsi la testimonianza di chi era al lavoro insieme ai due operai rimasti feriti. Operai che lavorano per un’azienda di Lucca, la Ecospurghi, che ha avuto in appalto la manutenzione dei pozzi per la raccolta del percolato e che periodicamente, stando a quanto è emerso, hanno bisogno di interventi di pulizia. È probabile che durante questa operazione ci sia stata una fuga di biogas (su questo i Cobas chiedono di fare chiarezza) da una sacca che si era formata tra i rifiuti e poi si sia innescato l’incendio.<br />
L’amministrazione comunale esprime la propria solidarietà ai due lavoratori coinvolti. «Ci auguriamo che le cure immediate riescano a porli fuori pericolo. Occorre poi capire cosa è accaduto perché di lavoro non si deve morire o ferirsi. Sollecitiamo e attendiamo le indagini che l’ufficio Medicina del Lavoro dell’Asl 5 e i carabinieri della compagnia di Pontedera stanno portando avanti su quanto accaduto nell’impianto al momento dell’esplosione», afferma il sindaco Simone Millozzi. «Bisogna intervenire nel Paese per ridurre il fenomeno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro», aggiunge. A chiedere l’accertamento della verità è anche il gruppo consiliare Federazione della sinistra-Verdi in Regione.</p>
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		<title>Esplosione in discarica &#8211; La Repubblica, Firenze online</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecofor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esplosione in discarica due operai feriti E&#8217; accaduto a Gello, vicino a Pontedera, nel pisano. Ustionati i due dipendenti che però non sono in pericolo di vita Esplosione in discarica due operai feriti Uno scoppio: due operai sono rimasti ustionati nell&#8217;esplosione avvenuta nella discarica di Gello, a Pontedera (Pisa) in seguito a un incendio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Esplosione in discarica<br />
due operai feriti<br />
E&#8217; accaduto a Gello, vicino a Pontedera, nel pisano. Ustionati i due dipendenti che però non sono in pericolo di vita</strong></p>
<p>Esplosione in discarica due operai feriti<br />
Uno scoppio: due operai sono rimasti ustionati nell&#8217;esplosione avvenuta nella discarica di Gello, a Pontedera (Pisa) in seguito a un incendio che si è sviluppato nel camino di captazione del biogas. I due feriti non sarebbero in pericolo di vita.</p>
<p>In base a quanto si apprende, uno degli operai sarebbe rimasto ustionato a un braccio e l&#8217;altro a un braccio e a una gamba. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche l&#8217;elisoccorso. La discarica è gestita dalla Ecofor Service ma i due operai sarebbero di una ditta esterna.</p>
<p>Il più grave è un operaio bosniaco di 39 anni è ricoverato all&#8217;ospedale romano di Sant&#8217;Eugenio con ustioni di terzo grado sul 30% del corpo. Il collega, ricoverato a Pisa, è stato giudicato guaribile in 20 giorni. A Roma il ferito è stato trasportato con l&#8217;elisoccorso. Le ustioni riguardano la parte alta del corpo: è ricoverato in terapia intensiva nel reparto grandi ustioni. La prognosi è riservata. Il collega è ricoverato al centro ustionati di Pisa, in terapia subintensiva, con ustioni di secondo grado alle braccia.</p>
<p>In una nota, Ecofor spiega che l&#8217;incidente è avvenuto intorno alle 14, &#8220;durante i normali lavori di manutenzione riguardanti lo spurgo dei pozzi del percolato dell&#8217;impianto. Due addetti della ditta Ecospurghi di Lucca, ditta esterna che svolge normalmente questa tipologia di lavori per la Società Ecofor Service si trovavano in prossimità della bocca di uno dei pozzi nel quale si è sprigionata una combustione di cui, al momento, stiamo facendo accertamenti per capire l&#8217;origine e la dinamica. Tale combustione ha, purtroppo, causato ustioni a entrambi gli addetti della Ecospurghi&#8221;.<br />
Conclude la nota: &#8220;Ecofor Service si è attivata in tempi rapidi avvertendo i soccorsi e le autorità competenti al fine di ottimizzare, in primo luogo, il repentino arrivo dei soccorsi per prestare pronta assistenza ai due e per determinare le esatte dinamiche del fatto&#8221;. </p>
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